Qualsiasi progetto è un desiderio, una speranza di volo. Poi, in realtà, nella maggior parte dei casi si fanno delle grandi corse agitando le braccia. Ma qualche volta, insistendo, dieci metri in planata si riescono a fare. Ed è stupendo.

Fare design è per me quel modo di fare le cose che presuppone che la prima domanda sia: "perchè?"

In generale trovo più divertente cambiare spesso d’abito (habitus), adattarsi alle situazioni, guardare le cose con occhi sempre diversi ed entrare in sintonia con loro, parlare piano e soprattutto ascoltare, invece di ruggire sperando di sovrastare.

Il design di prodotto è il cuore del mio lavoro, la mia passione. Ma in studio sappiamo fare, e bene, anche tante altre cose che possono esserne corollario e supporto. Progettare ci piace, a prescindere.